Caso studio

La rock band più grande del mondo - ROCKIN’1000

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2 dicembre 2019

Firenze, Italia 2 dicembre 2019 - Dopo aver conquistato lo Stade De France di Parigi e la Commerzbank Arena di Francoforte, Rockin’1000 ha portato in Italia il tour That’s Live - No Borders, On-Board, con tappa a Milano e due ospiti speciali: Manuel Agnelli degli Afterhours (insieme a Rodrigo D’Erasmo) e i Subsonica.

La band si è fatta conoscere il 26 luglio 2015 all’Ippodromo Park di Cesena, dove la band da 1.000 elementi ha suonato Learn to Fly per convincere Dave Grohl, frontman dei Foo Fighters, a esibirsi dal vivo in Italia (cosa che è avvenuta il novembre successivo). Da allora i Mille organizzano concerti in tutto il mondo.

L’ultima uscita della band - uno show all’aperto nell’aeroporto di Milano-Linate appena rinnovato - ha richiesto la potenza di fuoco combinata del sistema GTO di Outline e degli amplificatori Serie K e Serie X di Powersoft, per reggere le dimensioni del palco e dell’area. Questa combinazione si era rivelata molto efficace nel restituire l’enorme suono dal vivo della band a Firenze nel 2018, quindi gli organizzatori dello show sapevano che la tecnologia sarebbe stata all’altezza.

Vista l’enorme quantità di attrezzatura necessaria per realizzare un evento così particolare, il materiale è stato fornito da tre aziende, tutte parte della rete rental italiana ed europea di Outline e Powersoft: Gigant Sound (Poznań, Polonia), Emporio On Stage (Scandicci, Firenze) e Show Technologies (Recco, Genova).

Per garantire una copertura uniforme su tutta l’area sono serviti 100 moduli GTO di Outline e 72 x sub Outline DBS 18-2. Diversi sistemi point source (circa 14 Outline Vegas 12 CX) erano distribuiti fra i Mille come fold-back e altri 6 diffusori (Outline Vegas 15 CX) erano usati per il monitoraggio sul palco.

Con tutto l’impianto live affidato a 101 piattaforme di amplificazione Powersoft posizionate in punti strategici dell’area, affidabilità, potenza e prestazioni audio impeccabili erano garantite.

Il team tecnico ha scelto 73 x K10DSP AESOP per pilotare i cluster principali, 23 x K20DSP AESOP per i sub e 5 x X8 Dante per i fold-back, per la comunicazione del direttore con i Mille e per il monitoraggio sul palco.

Negli anni la Serie K è diventata lo standard dell’amplificazione switch mode, portando ai concerti di tutto il mondo una potenza di uscita incredibile con il peso più basso e l’efficienza più alta. Le sue prestazioni sonore hanno fissato un nuovo riferimento per il mercato dell’audio professionale. Insieme alla Serie X, il primo amplificatore che funziona anche da strumento di sistema e integra molte funzioni che di solito si trovano solo in unità outboard separate, Powersoft è riuscita ancora una volta a tenere tutto efficiente, piccolo, leggero e potente.

Si può dire che il prodotto più in vista nel processing di sistema a livello mondiale negli ultimi due anni sia stato il Newton di Outline, considerato il processore audio basato su FPGA più avanzato al mondo. Newton (patent pending) ha riscritto le regole mettendo insieme la sincronizzazione digitale del segnale, la nuovissima tecnologia di filtraggio WFIR (anch’essa patent pending), il routing di segnali audio multiformato e la conversione fra standard in un unico chassis da 1RU, il tutto unito a piattaforme di controllo da computer intuitive.

Lo show

“Le difficoltà maggiori nell’amplificare i Rockin’1000 sono la spazializzazione e l’alto contenuto armonico della sorgente”, ha detto il FOH engineer Luca Stefani. “Gestire questo aspetto è stato uno dei problemi più complessi che abbiamo affrontato fin dai primissimi concerti con la band.”

Ha proseguito: “Primo, l’area della performance è larga circa 100m e profonda 50m e contiene 1.000 sorgenti sonore diverse. Distinguerle attraverso un solo diffusore è difficilissimo, per via della distorsione che i trasduttori generano nel tentativo di riprodurre un mix così complesso. Le tecnologie già sul mercato non riuscivano a risolvere il problema, quindi abbiamo dovuto inventare un modo diverso di disporre il PA e un modo diverso di distribuire i segnali.”

All’aeroporto di Milano-Linate la crew ha appeso 10 cluster di diffusori su 6 torri in tutto. Ogni area del pubblico, comprese quelle laterali, era coperta da almeno 2 cluster: uno a sinistra e uno a destra. Ognuno di questi cluster riceveva un mix dedicato di segnali diversi, che cerca di restituire il suono acustico prodotto dai 1.000 musicisti.

I sub DBS 18-2 erano disposti in configurazione end-fire ai piedi di ogni torre e a intervalli fra una torre e l’altra. Anche in questo caso ogni blocco di sub era pilotato da un segnale dedicato, per lasciare al tecnico la libertà di decidere il contenuto musicale da riprodurre.

Stefani ha detto: “La nostra priorità era chiara fin dall’inizio: non dovevano esserci aree considerate inferiori o meno importanti per copertura o qualità del suono. Ogni spettatore deve poter percepire una sorgente sonora paragonabile a quella fisicamente presente. Per riuscirci, il numero di casse e di punti di diffusione impiegati è più alto di quanto ci si aspetterebbe, anche per un evento classico.”

La scala della rete era altrettanto impressionante, con 22 segnali separati (10 per gli array e 12 per i sub) che arrivavano al FOH via Dante. Grazie a Powersoft Armonìa e a Outline Dashboard, i tecnici sono riusciti a tenere tutto sotto controllo.

L’ingegnere R&D di Outline, Giulio Gandini, ha spiegato il complesso sistema: “Vista la distribuzione dei rack di amplificazione, abbiamo scelto di usare 4 x Newton come convertitori Dante/analogico e di aggiungere un ulteriore livello di processing. Questo ci ha permesso di ‘colorare’ tutto il sistema secondo le esigenze dei fonici. Nell’area palco avevamo due switch configurati correttamente per Dante, uno per la rete primaria e uno per la secondaria. Da qui, con un collegamento a ‘stella’, siamo arrivati a ogni Newton con due cavi ethernet. Questo garantiva un alto livello di stabilità in caso di problemi di alimentazione su una torre. Ogni Newton, avendo due alimentazioni indipendenti, era collegato a due linee elettriche diverse per garantire maggiore stabilità.”

Le uscite analogiche dei Newton erano collegate direttamente agli amplificatori, mentre un’ulteriore linea ethernet dal banco principale collegava gli amplificatori alla rete, permettendo alla crew di sfruttare le intuitive funzioni di controllo remoto di Powersoft Armonìa. È stato particolarmente utile durante il montaggio, come ha spiegato Paolo Calza, pro applications engineer di Outline.

“La messa a punto non ha richiesto più di un’ora. Il controllo remoto degli amplificatori Powersoft Serie K ci ha permesso di gestire l’intero sistema con grande precisione e in ogni dettaglio”, ha detto. “La tonalizzazione è stata fatta con i quattro Newton che usavamo per distribuire i segnali sulle torri e, allo stesso tempo, convertire i segnali da Dante ad analogico e aes/ebu. Questo significava avere un backup anche sull’ultimo tratto della catena di distribuzione.”

Gandini ha detto: “È uno spettacolo unico e grandioso, a cui abbiamo avuto l’occasione e la fortuna di partecipare, il cui risultato finale è stato possibile grazie alla collaborazione di molti professionisti. Trasmettere l’energia di 1000 persone che suonano insieme non è cosa semplice, ma la collaborazione fra le parti coinvolte e l’uso di attrezzature adeguate sono state le chiavi per ottenere un risultato eccellente.”

Nonostante le difficoltà e la complessità di un evento del genere, il sound designer Francesco Penolazzi era convinto che lo show all’aeroporto di Milano-Linate fosse il migliore dei Rockin’1000 fino a oggi.

Ha detto: “È stato fantastico e non sarebbe stato possibile senza una squadra così straordinaria di persone capaci e ispirate. Considero tutti quelli che hanno partecipato alla realizzazione di questo evento, prima di tutto, dei grandi professionisti ma, più ancora, delle grandi persone. Ancora una volta hanno mostrato la loro passione, dando alla mia semplice intuizione quel qualcosa in più. Parlare del progetto, purtroppo, non gli rende giustizia; se si vuole capire davvero uno show dei Rockin’1000 bisogna venire sul campo e ascoltare - non c’è niente di simile.”

Foto: Marco Onofri

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