Caso studio

Powersoft coinvolta in una performance artistica con le unità multimediali Deva

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29 luglio 2014

Firenze, Italia (23 luglio 2014) - Il primo Diffrazioni Multimedia Festival si è tenuto di recente al Museo Bardini di Firenze, in Italia.

L’evento è promosso dal Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio di Firenze “Luigi Cherubini”, in collaborazione con la University of Chester e la New York University. La direzione è del compositore Alfonso Belfiore, che ha attinto a opere e performance interattive di artisti internazionali come Bill Viola, Pietro Grossi, Jeremy Turner, Apparati Effimeri e Audiotopie. Il progetto voleva esplorare nuovi mondi e scenari interiori, portando il pubblico a fare esperienza della vita più che a una semplice fruizione, ed esprimere l’arte contemporanea attraverso installazioni interattive in cui la partecipazione del pubblico è centrale.

Una delle installazioni interattive principali è stata realizzata con Deva, la tecnologia creata da Powersoft. Concepita come metafora della vita, “SPAWN make the game” di Alfonso Belfiore usa apparecchiature Deva distribuite nel parco, che diffondono musica e scattano fotografie comunicando fra loro.

DEVA è un dispositivo multifunzione brevettato che consente la messaggistica audio e l’acquisizione video. È dotato di diversi sensori (microfono, rilevatore di presenza, interruttore crepuscolare, misura di temperatura/umidità/pressione) e di accessori come le luci LED.

Sei Deva alimentati a energia solare sono stati collocati nel giardino del Museo Bardini: riproducevano file audio e rilevavano il movimento dei visitatori, scattando allo stesso tempo una sequenza di immagini. DEVA inviava poi i fotogrammi via wifi a un computer che conservava i “ricordi” catturati e, con un algoritmo in Max / MSP, era in grado di ricomporli in sequenze filmate con le inevitabili distorsioni, trasformazioni ed elaborazioni che la coscienza spesso richiama.

Il nome dell’installazione multimediale, Spawn, viene dal linguaggio dei videogiochi e si usa quando un personaggio o un oggetto fa la sua prima comparsa”, spiega Belfiore. E prosegue: “Come in un videogioco, la comparsa di un nuovo personaggio, lo “Spawn”, è l’evento che apre nuove possibilità e nuove opportunità. Così, per il visitatore, scoprire la propria immagine dentro l’opera è il riconoscimento dell’inevitabile partecipazione del proprio essere alla storia e alla vita, mentre la visione trasfigurata della sua immagine rivela fino in fondo nuovi aspetti della sua identità vissuta in quel momento quasi con gli occhi degli altri”.

In questo contesto Deva ha assunto il ruolo centrale, come una sorta di soglia verso un mondo irraggiungibile: il luogo in cui l’esperienza dell’incontro, in un preciso momento nel tempo, diventa un’immagine registrata nella memoria che potrebbe avere nuova vita, nuove possibilità e nuovi significati.

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