L’M-Force Powersoft coglie nel segno per Caparezza

Firenze, Italia, 15 gennaio 2015- Antonio Porcelli, che da 13 anni segue l’artista italiano hip-hop, rock e rap Caparezza, ha le idee chiare su come vuole che il suo suono venga ascoltato. Per questo cerca continuamente il meglio. Ora sente di essere vicino alla perfezione dopo aver adottato il driver per subwoofer M-Force di Powersoft e il nuovo cabinet M-Sub sviluppato da Mario Di Cola di Audio Labs System. Racconta come ha scoperto la combinazione letale: "Ero in California per il missaggio di [l’album di Caparezza] Museica. In un giorno libero abbiamo deciso di visitare il NAMM, dove ho conosciuto Mario, che mi ha invitato a una demo in un club di Hollywood il giorno dopo." "Quella demo è stata la prima volta che ho sentito l’M-Force" dentro l’M-Sub di Mario "e ho potuto confrontarlo con diversi sub di un’altra marca. Un solo M-Force bastava a rendere ridicolo lo sforzo combinato degli altri sub", dice. Il suono dell’M-Force era più veloce, più profondo e la cosa sorprendente era che non c’era distorsione, a differenza dei sistemi tradizionali con cui veniva confrontato. Ero incredulo! Era perfetto per il suono che cercavo e ho capito subito che lo volevo per il tour successivo di Caparezza." Che l’M-Sub si rivelasse la soluzione perfetta per i sub non era probabilmente una sorpresa, visto che Porcelli si affida alle soluzioni di Mario in un rapporto che risale a 11 anni fa, a un MTV Day di Bologna, quando era lì con il PA LiSA che continuo a usare ancora oggi negli spettacoli più importanti di Caparezza. All’epoca Antonio Porcelli aveva già tre Powersoft K3 DSP, con il software Armonía, che usava con i suoi Proel Edge 12" e i Nexo PS15. In tour usava anche i Powersoft K10 per l’array e due Powersoft K20 per i 16 sub. "Ho sempre amato il suono degli amplificatori Powersoft", dice. "Sono molto veloci e non tradiscono mai sul piano della dinamica. La risposta ai transienti è fantastica ed è perfetta per il suono aggressivo hip hop/rock di Caparezza." Ma davanti all’M-Force l’asticella si è alzata di colpo, e per il fonico è stato subito chiaro che si trattava di un approccio radicalmente nuovo allo sviluppo della tecnologia dei trasduttori, un vero cambio di passo rispetto al vecchio paradigma di cono e bobina. "Ho capito di essere immerso nel futuro, faccia a faccia con quello che consideravo un punto di svolta nello sviluppo dei sistemi audio, paragonabile a quello del line array."

Di conseguenza ne ha previsti quattro per il tour di Caparezza di quest’anno, incaricando Mario di costruire quattro M-Sub su misura: "Claudio Lastrucci di Powersoft ha assecondato la mia richiesta fornendo i trasduttori M-Force e i moduli di amplificazione M-Drive in tempi brevi. Sono molto grato a lui e a Mario, perché hanno reso possibile tutto questo." Una volta ricevuti i sub, il PA tech di Antonio, Danilo Stramaglia, ha disposto le basse frequenze in un array lungo il fronte del palco, alternando sub tradizionali e M-Sub. "Abbiamo usato due linee di delay per i sub tradizionali e due per gli M-Sub, per creare un arco elettronico", raccontano. In conclusione Antonio Porcelli dice: "Ora che li ho usati in tour non mi vedo tornare a nient’altro." Che è più o meno la conferma più netta dell’M-Power che si possa sperare. Foto per gentile concessione di Marco Dell’Otto: www.marcodellotto.it






